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San Gerardo Maiella
Secondo la tradizione S. Gerardo Maiella, il futuro santo del
popolo, dei poveri, degli artigiani, delle madri e dei bambini, nacque nel
1726 a Muro Lucano (PZ).

Il culto ha sede a Materdomini, Caposele (AV), nelle vicinanze delle
sorgenti del fiume Sele; dato il grande afflusso dei fedeli, nel 1961 fu
costruita una spaziosa cappella con statua-icona del Santo.
La devozione per San Gerardo Maiella non ha solo carattere
regionale e nazionale. Nata sulle pendici di Materdomini nel XVIII sec. si
diffuse inarrestabile nel secolo seguente, aumentando sempre di più con il
passare degli anni.
Ancora oggi San Gerardo vanta un numero sempre maggiore di fedeli.
L´odierna devozione per San Gerardo varca i confini dell´Italia, né si
esaurisce nei paesi latini dell´Europa occidentale: Francia, Spagna,
Portogallo ma si è ramificata nell´Irlanda, nell´Olanda, in Inghilterra e
nella Germania: ma soprattutto in Belgio. Infatti come diceva Papa Leone
XIII in occasione della Beatificazione del 1893, "Il beato Gerardo si è
fatto belga": il Papa alludeva ai prodigi compiuti tra il popolo fiammingo.
E´ molto venerato anche in molti altri paesi del mondo, quali Brasile,
Canada, Australia, Nuova Zelanda, e tanti altri.
Centinaia di bambini vi vengono portati dai genitori per la "benedizione dei
bambini". La stagione dei pellegrinaggi inizia a maggio e termina a ottobre
dopo la festa del Santo.
Il culto del Santo rappresenta un aspetto molto importante anche nella
tradizione popolare di tutta l'Alta Valle del Sele; infatti il Santo vi si
fermava periodicamente, e in alcuni di questi paesi, operò dei miracoli; tra
questi quello del fazzoletto della
partoriente ad Oliveto Citra e
del fabbro a Santomenna.
Gerardo, come sempre, percorreva le aride vie polverose e gli acquitrini
ronzanti di zanzare lungo la Valle del Sele. Tra i paesi visitati, vi fu
anche Santomenna, dove avvenne il miracolo del maniscalco. Pallido e
sparuto, non lamentava i suoi malanni anzi vi scherzava per non destare
apprensione. Negli ultimi mesi della sua vita - estate del 1755 - di
frequente, durante la giornata, aveva espettorati sanguigni, sintomi
d'etisia; prevedendo di non farcela a raggiungere Materdomini si diresse
verso Oliveto Citra, dove poteva contare sull'aiuto di amici e usufruire di
assistenza medica. Ad Oliveto Citra si verificò l'episodio per cui, ancora
oggi in tutto il mondo, il Santo è invocato come protettore delle mamme e
dei bambini, ovvero il miracolo del fazzoletto. Tutto fu compiuto il 16
ottobre 1755: Gerardo Maiella morì all'età di 29 anni.
Quel giorno stesso segnò l'inizio della sua glorificazione per merito del
popolo che lo proclamò suo benefattore e protettore; aumentò la devozione
per lui, alimentata da numerose grazie e miracoli. Nel 1847 Pio IX conferirà
a Gerardo Maiella il titolo di Venerabile. Nel 1893 Leone XIII lo dichiarava
Beato e nel 1904 San Pio X lo proclamò Santo.
Il terremoto del 1980 distrusse la camera ove morì San Gerardo, vero cuore
del museo gerardino. I pellegrini si fermavano davanti alla grata in
preghiera; si rivivevano momenti dell'agonia, della sofferenza e della
gloria del Santo. Dopo il terremoto, il museo è stato provvisoriamente
allestito nei locali del nuovo santuario. Il pellegrino non può rivedere la
camera consacrata dalla morte, ma può in compenso ammirare le lettere
autografe di San Gerardo, gli strumenti di disciplina e altri oggetti
dell'epoca. Vi sono inoltre i "miracoli" dipinti da Sorrentino, ex-voto,
dipinti e sculture. |