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Per
la strada..... Legge 285/97 |
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Diritti ed Opportunita’ per l’infanzia e l’adolescenza PROGETTO ANNUALE 1997 “PER LA STRADA: Percorsi di prevenzione del disagio e delle diseguaglianze di opportunità” PROGETTO ANNUALE PER IL 1997 - INTERVENTI PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA NELLE ZONE “SELE-TANAGRO” Negli
ultimi anni si è assistito
ad un proliferare di sperimentazioni, condotte a livello nazionale e
locale, di singoli interventi a favore dei minori e degli adolescenti in
relazione ai fattori di prevenzione del disagio giovanile in
corrispondenza ai fenomeni della tossicodipendenza e delle devianze
minorili (microcriminalità); come pure la realizzazione di interventi di educazione
messi in campo dalla scuola (progetti
Arcobaleno, Ragazzi e Giovani), tesi a rinnovare l’offerta formativa
adattandola ai bisogni reali degli utenti e
favorendo, altresì, un processo di apertura della scuola verso il
territorio. Non vi sono dubbi sulla priorità della questione “minorile” negli ambiti di intervento psicopedagogico, sociale, e sanitario laddove si voglia creare in maniera significativa le premesse per interventi e strategie preventive Ciò vuol dire approfondire le connessioni che tale stato provoca negli ambiti di vita che occupa e condiziona. La famiglia in primo luogo, la scuola, le microculture riconosciute (gruppi informali e d’interesse, parrocchie, associazionismo ricreativo, culturale e sportivo), le istituzioni locali che assumono competenze, interessi ed impegni formali nei confronti dei minori, l’informazione ed i mass media. Solo
con una effettiva integrazione di tutte queste risorse e con un loro
coinvolgimento sostanziale si possono prefigurare percorsi
preventivi capaci di incidere in termini di cambiamento sul tessuto
sociale e sulla rete sociale dei ragazzi “a rischio” di
disagio. L’emergenza posta dalla situazione attuale pone dinanzi a noi la necessità di moltiplicare gli sforzi in direzione della creazione di un piano di politica sociale che possa prevenire l’insorgenza delle pre-condizioni della devianza, attraverso la corresponsabilizzazione di tutte le agenzie di socializzazione a partire dalla famiglia per comprendere la scuola, i servizi comunali, i servizi sanitari e i gruppi formali ed informali. In tal senso si ritiene che un percorso obbligato di intervento attivo sui minori possa fondersi su tre azioni specifiche : a) personalizzazione degli interventi; b) adozione di strategie e metodi orientati a modificare i meccanismi e le situazioni che favoriscono il disagio; c) la promozione di iniziative di sostegno d’intesa con famiglie, operatori pubblici e privati a favore di gruppi marginali e, in generale, di minori in difficoltà. Soprattutto il traguardo è quello di garantire l’uguaglianza delle opportunità nelle scelte significative di vita del minore, nello sviluppo della consapevolezza di sé, e promuovere una cultura di prevenzione del disagio, in una logica di convergenza dell’intero sistema delle risorse e delle opportunità. Il progetto nella sua metodologia è fortemente ispirato a fornire un contributo cospicuo alla creazione di questa cultura. 3. DESCRIZIONE DELL'INIZIATIVA 3.1 - INIZIATIVE PREVISTE PER IL PRIMO ANNO Parte dell'intervento da realizzare presso i comuni delle zone Sele - Tanagro, mira a costruire o attivare una rete territoriale che consenta di strutturare connessioni all'interno dell'area e ottimizzare i servizi che si vogliono realizzare. La proposta progettuale promossa dagli enti territoriali ha portato alla considerazione di favorire la promozione di interventi finalizzati alla prevenzione del disagio prendendo come riferimento principale il "territorio" con le sue strade, i suoi percorsi e soprattutto come trama delle relazioni su cui si intesse la vita di ciascuno e quindi dei giovani che sono chiamati a viverci. Il rimando alla "strada" evoca l'idea di andare là dove si trova il bisogno, anziché aspettare che il bisogno venga dove ci sono i servizi. In secondo luogo ricerchiamo la strategia di puntare sul positivo, su ciò che individui, gruppi e contesti sociali presentano come risorsa. La strada diventa il momento dell'incontro, lo spazio di libertà dove potersi esprimere. Gli obiettivi pur rimanendo gli stessi all'interno del quadro generale si differenziano e si plasmano a seconda delle specificità dei singoli Paesi. Tutti in sostanza mirano a prevenire il disagio cercando di raccordare quello che già c'è: le Amministrazioni Comunali, i Distretti Sanitari, la Scuola, i campi di calcio, le associazioni, le parrocchie, etc. Il lavoro di strada si propone, dunque, come insieme di possibili strategie per rompere la spirale delle reciproche incomprensioni "semplicemente" andando ad incontrare gli adolescenti là dove sono anziché aspettarli invano nei luoghi che gli adulti predispongono per loro. A partire dagli "scuolabus", che sono presenti in tutti i Comuni, anche se talvolta in forma non sufficiente, ogni mattina è possibile incontrare i ragazzi, percepire i loro umori, individuare eventuali difficoltà del singolo ragazzo davanti alle scuole, o ancora partecipare alle sue esperienze di vita quotidiana, in una dimensione empatica tale da percepire ogni segnale e manifestazione di disagio. In questo senso un servizio "di strada" a favore dei minori e degli adolescenti assume pienamente un connotato di "prevenzione" senza però far disperdere l'elemento di "intervento emergenziale" che gli operatori possono mettere in campo facendo da interfaccia con i servizi pubblici e privati o con la stessa famiglia. Tale modalità operativa assume la caratteristica di servizio innovativo sul territorio in oggetto in quanto tende a sviluppare percorsi personalizzati con gli utenti invertendo il rapporto : Utente servizio Servizio utente In particolare, in questa prima annualità, l'articolazione delle iniziative progettuali procederanno secondo la seguente scansione logico-temporale : 1 - reclutamento degli "operatori di strada" 2- incontri di formazione e briefing; 3- mappatura degli utenti e dei servizi; 4- creazione di una rete sul territorio con il coinvolgimento attivo di partner istituzionali e non; 5- avvio delle attività di contatto/incontri periodici con i minori in contesti informali (nella prima fase attraverso la presenza e l'accompagnamento sugli scuolabus utilizzando il tempo che intercorre per il raggiungimento da casa a scuola); 6- organizzazione di momenti di incontro di gruppo per favorire la socializzazione e la conoscenza reciproca dei minori residenti nei singoli comuni; 7- animazione del territorio in sinergia con le scuole e le associazioni; 8- rilevazione di situazioni di disagio e/o di devianza e individuazione delle modalità di segnalazione, nei tempi e nei modi più indicati, alle istituzioni titolate alla gestione specifica dei problemi (es. servizi sociali, ASL, scuole, ecc.); 9 - organizzazione di momenti di partecipazione attiva dei minori dislocati nelle aree rurali e distanti dai centri urbani attraverso forme di agevolazione di fruizione dei servizi (sportivi, ricreativi, ludici, ecc.); 10 - attivazione di interventi, individualizzati e di gruppo, di orientamento a carattere esperenziale con i minori; 3.2 - ATTIVITA' PREVISTE PER LE SINGOLE INIZIATIVE 1a fase - Nella prima fase che è preliminare all'avvio del progetto, i comuni la cui titolarità sta ad indicare che è la comunità locale nel suo complesso ad essere investita per la realizzazione di un piano organico di politica dei minori tesa a superare le condizioni di esposizione al rischio, procederanno a formalizzare la "rete" di partner che dovranno sostenere le attività del progetto. La costruzione di una rete territoriale rappresenta uno dei principali obiettivi del progetto, per promuovere occasioni di valorizzione delle potenzialità e capacità dei minori, in un' ottica di opportunità e di messa in rete delle risorse. 2a fase - Il reclutamento degli "operatori di strada", che vanno considerati professionalmente come animatori/operatori sociali motivati a compiere loro stessi percorsi di crescita e di cambiamento insieme ai ragazzi, avverrà su segnalazione della Circoscrizione del lavoro di Oliveto Citra, a partire dalla data di comunicazione di approvazione del piano. 3a fase - Organizzazione incontri di formazione e di brieging con gli operatori individuati, finalizzati alla elaborazione del programma operativo per singolo comune in cui si organizzano gli interventi; 4a fase - Sempre preliminarmente all'avvio del servizio gli stessi "operatori di strada" con il supporto del coordinatore del progetto effettueranno una mappatura sistematica degli utenti e dei servizi presenti sul territorio nei primi 60 giorni di attività. 5a fase - A partire da questa fase si darà avvio all'azione operativa del "lavoro di strada" attraverso contatto/incontri con scansione periodica, degli operatori con i minori nell'ambito di "contesti informali". La prima parte di questi incontri avverrà sugli scuolabus che garantiscono il trasporto scolastico in tutti i comuni coinvolti. Successivamente, sulla scorta delle informazioni raccolte dagli operatori parte di questi contatti verranno organizzati negli orari extrascolastici interagendo con i minori nei luoghi da loro frequentati. - Gli operatori di strada organizzeranno il servizio effettuando una turnazione pressi i singoli comuni, proporzionalmente al n. di alunni per comune e sulla base di specifiche esigenze e bisogni segnalati dai servizi sociali comunali, organizzando gli interventi anche in collaborazione con operatori volontari e/o obiettori di coscienza. - Periodicamente gli operatori potranno organizzare (due o tre volte) momenti di incontro intergruppo o intercomunali per consentire agli utenti di acquisire il senso di appartenenza al territorio non riferito solo al proprio comune, ma con la visita e la conoscenza di comuni limitrofi, di luoghi particolari, e ambienti diversi da quelli di appartenenza, con la giuda di nuovi amici con cui condividere questa esperienza, organizzando momenti di gioco, di scoperta e di conoscenza reciproca. - Gli operatori di strada opereranno in collaborazione soprattutto con le Scuole, le famiglie e le organizzazioni territoriali (non profit) per progettare e realizzare momenti di animazione del territorio "all'aperto" organizzando giochi di gruppo, cacce al tesoro, lavori di ricerca-azione finalizzati alle realizzazioni di attività sociali (ad es.una ricerca per il recupero di aree e spazi da adattare alle esigenze dei ragazzi, attività di gruppo finalizzate ad elaborare proposte a favore dei ragazzi, aprendo un dialogo con le istituzioni territoriali , ecc.), oppure l'organizzazione di attività socio-culturali nei singoli comuni con la collaborazione di enti e associazioni (ad es. l'accompagnamento dei visitatori nel centro archeologico di Buccino, o nel paese abbandonato di Romagnano, o ancora, organizzando escursioni lungo le sponde del Sele e quant'altro il territorio può offrire in termini di risorse). Questa rappresenta una fase molto importante per il coinvolgimento attivo dei minori, in un processo educativo globale che parte dal territorio per definire un itinerario di autonomia della vita di gruppo del minore; la conoscenza ed il confronto esperenziale sulle opzioni di senso; il conseguimento di abilità alla vita sociale e all'impegno lavorativo; l'utilizzo di strumenti e risorse esemplari prescelti in funzione del contesto locale. 4. RISULTATI ATTESI DAL PROGETTO Attraverso le azioni del progetto, si intende accompagnare i minori ad orientarsi verso un processo di costruzione del senso di sé. Questo obiettivo si potrà attuare mediante : 1- la prevenzione di tutte le forme di insorgenza di disagio e di devianza; 2- la promozione di servizi tesi al miglioramento della qualità della vita dei minori; 3- la garanzia di favorire a tutti la "pari opportunità" in termini di attenzione individuale e di possibilità di fruire di tutti i servizi territoriali a favore dei minori; 4- la realizzazione di importanti momenti di aggregazione fra i giovani; 5- azioni tese ad evitare che si consolidino differenze tra i bambini delle zone rurali e quelli dei centri; 6- la vita di gruppo, la conoscenza ed il confronto esperenziale sulle scelte di significato. 5. INDICAZIONI METODOLOGICHE 5.1 - AZIONI 5.1.1 - IL "LAVORO DI STRADA" Durata delle attività : 8 mesi Personale : n. 6 operatori di strada. Articolazione dell'intervento : L'intervento degli "operatori di strada" sarà situato in un quadro orario articolato in 40 ore mensili. Gli operatori saranno affiancati nei centri più grandi da n. 6 operatori volontari Descrizione e obiettivi dell'intervento : L'intervento specifico degli "operatori di strada" è quello di stabilire un rapporto con i gruppi di minori che risiedono nell'ambito territoriale indicato. Questa azione costituisce un punto di grande importanza in quanto si misura la professionalità degli operatori i quali devono stabilire un clima positivo per i ragazzi incarnando le caratteristiche che più si avvicinano alla personalità dei minori (ad es. la conoscenza del linguaggio tipico dei ragazzi, la non identificazione come figura istituzionale, la conoscenza delle problematiche giovanili, ecc.). Operando costantemente sui pulmini si possono individuare i minori e, quindi, le famiglie in difficoltà, costruendo progetti personalizzati. Parte degli interventi saranno finalizzati a favorire i bambini che vivono nelle zone rurali i quali sono spesso esclusi da attività pomeridiane ricreative, sportive etc. che si organizzano nei singoli comuni. Il compito di questi operatori è quello di realizzare iniziative finalizzate a risolvere il problema individuale del singolo o del gruppo in sinergia con le altre forze presenti sul territorio: Ent localii, medici di base, scuole, operatori sociali, ecc. Parte delle iniziative saranno orientate a prevenire la dispersione scolastica, attraverso azioni di accompagnamento, mediazione e fornendo un sostegno di tipo educativo alla famiglia. In particolare l'azione cardine del progetto incentrata sul "lavoro di strada" si concretizza attraverso la realizzazione di attività di accompagnamento, di ascolto e di orientamento del minore verso un processo di costruzione del sé . Questo obiettivo si può attuare mediante: - la conoscenza ed il confronto esperenziale sulle scelte di significato; - la consapevolezza dell'attenzione rivolta al singolo; - la vita di gruppo orientata all'autonomia; - il conseguimento di abilità alla vita sociale; - lo sviluppo, la nascita ed il rafforzamento delle reti sociali attorno ai minori, tali da permettere vita sociale ricca di qualità e di significati; - l'acquisizione del senso di appartenenza al territorio da parte dei giovani. Coordinamento : Tutta l'attività sarà coordinata da n. 1 sociologo per un totale di 15 ore mensili per 8 mesi. 5.1.2 - COSTRUZIONE DELLA RETE Obiettivo : Costruire un sistema di rete su scala territoriale finalizzato a realizzare azioni di raccordo con gli enti e le organizzazioni locali attraverso accordi di programma e azioni operative finalizzate a migliorare la qualità della vita dei minori e contribuire alla regolazione del processo evolutivo verso l'autonomia sociale, la consapevolezza di sé e il senso di appartenenza al territorio dei giovani, attraverso strumenti e tecniche informative e di promozione culturale. Durata : entro 60 gg. dall'approvazione del piano. Coordinamento dell'attività: a cura del comune capofila con il supporto operativo del coordinatore del progetto degli "operatori di strada" Attività : organizzazione incontri con i referenti delle istituzioni pubbliche e del privato sociale. 5.1.3 - DOCUMENTAZIONE E VALUTAZIONE Obiettivi : Il sistema di valutazione rappresenta la principale funzione di programmazione e verifica della qualità del servizio. L'attività di raccolta delle informazioni su cui si basa la valutazione va considerata come attività integrante del progetto al quale saranno applicati i criteri di conformità, efficienza ed innovazione di sistema. Coordinamento del sistema di valutazione : A cura del Coordinatore Durata : Il sistema di valutazione verrà predisposto "ab initio" ed è prevista una rilevazione in ogni fase delle singole azioni. Strumenti : questionari e griglie per la raccolta e la sintesi dei dati Documentazione : Tutta la documentazione a supporto del progetto dovrà essere catalogata in apposito "data base" ( documenti, progetti, schede, articoli, relazioni degli operatori, ecc.), a cura del resp. Amministrativo. 6. EQUIPE E PROFILO DEGLI OPERATORI Il progetto "per la strada" prevede una équipe composta da 6 "operatori di strada" oltre a 1 coordinatore tecnico (sociologo). Agli operatori coinvolti in modo stabile vanno ad aggiungersi i contributi di operatori volontari per un numero previsto di 6 unità. I compiti degli operatori sono sinteticamente così definiti: Il Coordinatore: - cura il lavoro sul territorio con la "strategia delle connessioni" (comuni, istituzioni, enti, servizi, associazioni, ecc.) e con la "rete sociale" (figure sociali primarie, famiglie, gruppi amicali, vicinato, ecc.); - cura il raccordo tra servizio "di strada" e servizi territoriali, per una risposta organica alla esplicitazione dei bisogni di ciascun minore e per il reale superamento delle situazioni "di disagio"; - cura il collegamento tra i singoli interventi territoriali per favorire processi e scambi di conoscenze, confronti, valutazioni e verifiche nel quadro di un'esperienza allargata del progetto; - coordina le attività d'équipe con gli"operatori di strada" ed i referenti di rete, effettua analisi dei casi e promuove raccordi con i servizi territoriali per la gestione dei casi "problematici"; - realizza la programmazione operativa delle attività; - predispone il sistema di valutazione delle azioni e l'organizzazione della documentazione. Gli operatori di strada L'operatore di strada è la figura chiave dell'intero impiato progettuale, per cui deve essere in possesso delle seguenti caratteristiche : 1. l'operatore di strada è una persona giovane che comprende e conosce molto bene le problematiche del disagio giovanile; 2. conosce il linguaggio he usano i ragazzi; 3. non esprime giudizi; 4. non rappresenta una figura istituzionale; 5. stimola il cambiamento del ragazzo attraverso modalità creative (di gioco o lavoro) e crea con lui progetti di vita; 6. è in grado di tirare fuori i veri sentimenti e bisogni che si esprimono nei minori; 7. rappresenta per i giovani una figura di riferimento con il quale si può entrare in confidenza, del quale si può "contare". In particolare, l'operatore di strada agisce : - impostando il servizio di incontro/ascolto con i minori; - organizza la documentazione e l'informazione rispetto all'area dei problemi, dei bisogni, degli interessi giovanili, delle iniziative in atto, ecc.; - attiva itinerari di orientamento, ricerca-azione e connessioni con gli utenti e con i servizi territoriali (scuole, servizi sociali, servizi associativi, ecc.); - promuove attività ed occasioni di aggregazione con gruppi informali, gruppi di interesse, famiglie, associazioni; - cura i rapporti individuali con il minore interessendosi della sua storia personale e agendo positivamente sulle situazioni problematiche che emergono, svolgendo una funzione di interfaccia con i servizi territoriali (materno-infantile, servizi sociali comunali, scuole); - promuove momenti culturali e di impegno dei giovani (in attività di musica, teatro, sport, ambiente,cultura, ecc.); - promuove occasioni di coinvolgimento delle famiglie su progetti di vita individualizzati; - svolge compiti formativi/informativi a favore dei minori e delle famiglie. Gli "operatori di strada" saranno supportati dalla collaborazione di operatori volontari segnalati da associazioni locali che li affiancheranno nei comuni dove è più alto il numero dei minori osservabili. 7. SEDI PREVISTE PER L'ARTICOLAZIONE DEGLI INTERVENTI Il progetto prevede la stessa articolazione in tutti comuni che fanno parte del Territorio delle zone Sele-Tanagro comprendente i Comuni di: - Oliveto Citra - Buccino - Castelnuovo di Conza - Colliano - Contursi Terme - Laviano - Palomonte - San Gregorio Magno - Santomenna - Ricigliano - Romagnano - Valva. 8. DESTINATARI Minori dai 3 ai 14 anni residenti nell'ambito geografico indicato. 9. RISULTATI ATTESI A livello di singolo comune ci si attende di: - consolidare gli strumenti metodologici proposti, - di consolidare una rete di prevenzione, di promuovere un diverso atteggiamento dei soggetti pubblici e privati operanti nel settore, - offrire concrete opportunità di orientamento per i minori, di ridurre l'area dei fenomeni di disagio e di emarginazione culturale e territoriale, - promuovere una forte sensibilizzazione sociale e culturale, - esprimere modalità di convenzione e di coordinamento dei partner di rete, - di incrementare il settore delle attività sociali e delle politiche minorili e giovanili nei singoli comuni, - favorire la nascita di una rete di prevenzione intercomunale, - affermare il senso di appartenenza territoriale , di tutela delle risorse e di progettualità nei giovani. 10.
RISORSE 10.1 Risorse utilizzate Ogni
comune favorirà, con una apposita autorizzazione, l'accesso degli
operatori di strada ai servizi presenti sul territorio ed in particolare
il coordinamento dell'attività che verrà concentrata in prevalenza
durante il trasporto garantito con gli scuolabus nel tempo che intercorre
tra la partenza da casa dei ragazzi fino all'ingresso a scuola e
viceversa. Inoltre, gli operatori disporranno del servizio scuolabus anche
nel periodo estivo dove organizzeranno attività di animazione di gruppo,
interscambi con altri gruppi territoriali, e la partecipazione e l'accesso
dei bambini che vivono in periferia ai servizi : impianti sportivi,
attività extrascolastiche, aree ricreative comunali ed extracomunali,
ecc. In collaborazione con i comuni e con il volontariato si potranno
organizzare all'interno delle strutture comunali attività creative e
formative (ad es. mostre, incontri culturali, mini corsi, ecc.). 10.2
Risorse finanziarie I comuni, indirizzeranno propri fondi, a seconda delle
singole disponibilità, a favore del progetto anche per favorire nuove
iniziative non previste nel presente piano e si impegnano, altresì, a
raccordare eventuali voci di bilancio previste dalle Amministrazioni nella
materia del progetto per sostenere la continuazione delle attività e il
sostegno del fabbisogno finanziario atto al trasporto degli utenti. |