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DIFENSORE CIVICO

            

DOTT. MICHELE MASSIMILIANO MONACO

E' nato a Oliveto Citra il 09/04/1975

 

 

Per aspera ad astra”
                                                                                                                  

Il Difensore Civico è scelto dal Consiglio comunale tra i residenti del Comune che diano la massima garanzia d’indipendenza, obiettività, competenza giuridico-amministrativa, con il voto segreto favorevole dei 2/3 del Consiglio.

      Con  tale nomina il Consiglio comunale di Oliveto Citra, in data 29/06/05 con delibera n. 26  ha aperto una finestra permanente d’osservanza, di controllo sull’operato della P.A. e soprattutto di contatto con il cittadino.

     La maggioranza qualificata richiesta per la nomina da parte del Consiglio comunale, evita che lo stesso possa diventare espressione di una maggioranza politica, bensì dell’intero Consiglio comunale. Il ruolo del d.c. ha la caratteristica dell’indipendenza e dell’imparzialità, che sono elementi essenziali ed imprescindibili per poter esplicare la sua attività, che sostanzialmente consiste nella possibilità di intervenire a richiesta di chi vi abbia interesse, ovvero anche d’ufficio, presso l’Amministrazione comunale, nonché presso le Istituzioni ed Aziende speciali del Comune, per assicurare che l’azione amministrativa abbia regolare corso a tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini.

     Il d.c. pur avendo ampi poteri istruttori, ha solo un limitatissimo  potere di incidere sull’effettiva tutela delle aspettative dei cittadini che ad esso si rivolgono.

    Può segnalare disfunzioni, irregolarità, errori o lungaggini; fare proposte, suggerire possibili rimedi. Non può emettere decisioni coercitive, non può modificare atti o provvedimenti, dare ordini esecutori.

     Rappresenta lo snodo necessario per attutire i contrasti, le divergenze e quant’altro possa sorgere tra il singolo cittadino e l’architettura burocratica della P.a. evitando i tradizionali mezzi di difesa  per questioni di minor importanza, che spesso sono difficilmente aggredibili.

    Può prendere visione delle pratiche ed avere chiarimenti diretti da parte degli Amministratori e dei funzionari del Comune; chiedere chiarimenti scritti sull’andamento delle singole pratiche; sentire il funzionario responsabile del procedimento di singole o più pratiche; esaminare atti e documenti amministrativi nella disponibilità dell’Amministrazione comunale.

     Se non ritiene manifestamente infondata la lagnanza del cittadino, convoca una riunione tra le parti (rappresentante del Comune e cittadino) e può sottoporre proposta di mediazione.

     La richiesta d’intervento del Difensore Civico NON SOSPENDE il decorso del termine per la proposizione del ricorso giurisdizionale. L’Italia è forse l’unico paese dell’Unione europea che non ha una legge organica in materia di difesa civica, che attribuisca poteri più incisivi almeno in ordine alla definizione di alcune questioni che riguardano la cosiddetta "cattiva Amministrazione", e cioè le disfunzioni amministrative diffuse: il non rispondere, i tempi lunghi, la cattiva istruzione delle pratiche, i comportamenti non corretti nei rapporti con i cittadini ecc..

     Non si rivolgono gli interessi forti ma quelli deboli, che non sempre hanno la possibilità di utilizzare gli strumenti tradizionali di tutela giurisdizionale, tenuto conto della necessità di rivolgersi ad un avvocato con i conseguenti costi che non tutti i cittadini possono affrontare.

     L’immediato collegamento del d.c. alla figura dell’ Ombudsman, previsto nella costituzione del 1809 in Svezia, ci porta ad omaggiare, per una diffusa esterofilia, un altro paese, un’altra cultura ecc.; senza poi pensare che riferimenti di tale figura sono presenti anche nelle tradizioni di altri popoli e soprattutto nella civiltà dell’antica Roma.

    Le radici dell' istituzione del Difensore Civico sono da ricercarsi nell' istituzione del Defensor Civitatis che sarebbe avvenuta, durante il dominio dell' imperatore Costantino (periodo 306-337 d.C.), per dare ai sottoposti la possibilità di portare a conoscenza dell' imperatore tutte le prevaricazioni e gli abusi operati dalle magistrature locali. Successivamente si istituirono i Tribunali della Plebe con lo scopo di difendere i plebei nei confronti dei patrizi. Il Defensor Civitatis  restò in carica fino al VI d.C.

Alla fine di questa breve relazione, sento l’obbligo di ringraziare l’Amministrazione Comunale per la fiducia accordatami e assicuro il massimo impegno nello svolgere l’incarico nel migliore dei modi auspicando una reciproca e proficua collaborazione, nel rispetto di quei principi  che sono alla base della nostra Costituzione.

Dott. Michele M. Monaco