Divorziati risposati e Comunione
Tratto dal Forum di OASI OLIVETO
Divorziati risposati e Comunione
Secondo la Tradizione della Chiesa Cattolica, i divorziati risposati non possono esser ammessi alla Santa Comunione, trovandosi in condizione di oggettivo contrasto con la Parola del Signore che ha riportato il matrimonio al valore originario dell'indissolubilità.
Questo concetto è stato recentemente ribadito dal Sinodo dei Vescovi ed è il contenuto di una delle "proposizioni" presentate al Papa affinchè ne tenga conto nell'elaborazione della Esortazione Apostolica Post-Sinodale.
Cosa ne pensate?

10 Comments:
Pienamente d'accordo, se non altro chi è cristiano lo è perchè rispettoso della Parola di Cristo, non solo a chiacchiere.Quindi è una palese contraddizione da parte di quelle persone che giungono al divorzio, infrangendo una prima volta la parola di Cristo, e una seconda volta risposandosi, pensare che il rispetto della fede sia un optional di cui si può fare a meno quando si vuole, a seconda delle proprie esigenze d'immagine.Avere il dono della fede vuol dire sopratutto comportarsi da cristiani non solo andando in Chiesa, recitando il Rosario o partecipando alle processioni, ma nel vivere quotidianamente da cristiano.Insomma si pùò a ragione definire cristiano colui o coloro che oltre a praticare la Legge del Signore, la osservano senza infrangerla:e tornando al tema del Blog, i divorziati si sono già consapevolmente messi fuori dalla regola, indi coscientemente non possono più accampare alcun proposito di fede, anche perchè sarebbe estremamente sospetto.
Condivido pienamente con te. A che serve andare in Chiesa e poi comportarsi da animali. Però è tutta una questione di coscienza.
Ciò che si vede a volte non è la realtà. Nè i preti possono essere depositari di visioni globali. Quindi se un cristiano a modo suo ritiene di potersi avvicinare alla eucarestia può farlo in un paese diverso da quello di residenza, tanto il prete non lo conosce. Vedi il caso del nostro Presidente del Consiglio, già divorziato, che al funerale di Craxi ha preso la comunione.
Ma vedi anche quello che succede nella nostra piccola comunità. Divorziati che prendono la comunione, altri che la prendono ma che, senti a me, di cristiano hanno ben poco.
Preferisco sinceramente il primo al secondo. Ti batti il pugno in petto, poi esci e commenti cattiverie e perpetri odio. Diventi umile servitore di Dio e poi hai il fuoco in casa.
Insegni i comandamenti e poi uccidi l'uomo.
Ti cali nella preghiera, e chiedi perdono per i peccati commessi, e poi sei la mano del dolore altrui.
Allora preferisco il diverzionato che prende consapevolmente la comunione. Preferisco chi razionalmente ammette di non essere un santo e non chi angelicamente batte il pugno sul petto.
Preferisco chi tiene salda la famiglia e non chi serve, solo di facciata, la Santa Messa.
Preferisco chi ammette gli errori e no chi si siede su un trono (davanti al bar) a giudicare i vivi e i morti.
Preferisco chi è, con tutti i limiti possibili, se stesso e non quelli che sono l'immagine di ciò che gli vorrebbero che fosse.
Non condivido affatto. Un assassino può chiedere perdono a Dio prendere la comunione uscire dalla chiesa e continuare ad uccidere. Un divorziato può essere la persona più buona del mondo ma non potrà sedersi alla Tavola del Signore. Non sembriamo un popolo di bigotti?!?
Ovvio che non condivido la posizione della Chiesa. Farebbe bene prima a controllare i suoi cortigiani e poi a dare giudizi sugli altri.
Avete letto l'ultima novità della Chiesa ?
E' apparsa su OGGI di questa settimana.
Se giuri di non fare più l'amore con la persona amata (del secondo matrimonio) ma ti limiti ad un rapporto di amicizia e affetto puoi fare la comunione in un paese diverso da quello dove vivi.
Cose da pazzi!!!!
Chi ha il coraggio di ammettere che il proprio matrimonio è finito e quindi con grande atto di coraggio ed onestà divorzia è tacciato più di chi siede tutte le domeniche sulla prima panca alla S. Messa, naturalmente si comunica...e risolve il proprio problema di "raggiunta sopportazione" con relazioni al difuori del matrimonio.
Questo secondo caso è evidentemente più "morale" del primo, l'apparenza è salva! Una bella famigliola!! Cose veramente da pazzi!!!
Ma signori, non creiamo confusione, chi è cristiano è consapevole che non esiste nè separazione nè divorzio, e che il matrimonio è un atto di Fede profonda.Poi ci sono i cristiani placcati, come il ferro placcato oro, quelli si che salvano le apparenze, che prendono in considerazione che il matrimonio finisce come finisce una puntata di Beautiful, che nella vita si può rimettere tutto in discussione (e poi ci ritroviamo le ultime generazioni senza valori assoluti,cristiani e non):in conclusione c'è da constatare che molti che parlano di Fede, la interpretano in modo personale, ovvero fate quello che dice il Signore, e poi nel mio piccolo faccio come mi gira per la testa.I cristiani veri (ahimè pochissimi) li riconosci subito, sono coloro che fanno voto di umiltà in qualsiasi condizione, e sono coerenti con la Fede cristiana, e sono così sia nella vita pubblica che nella loro vita privata.Beati coloro che sono capaci di perdonare e avere misericordia del prossimo perchè è loro il regno dei cieli, ma anche nella vita terrena il Signore darà tante soddisfazioni e momenti felici.E come chiuderebbe la sua esposizione un frate vero, Padre Raniero Cantalamessa, Pace......e Bene.......a tutti.
quando la chiesa scomunicherà i suoi cari sacerdoti pedofili,o coloro che approfittando della toga che indossano abusano di chi ha bisogno di conforto,solo allora si potranno giudicare i fedeli nello sbaglio.In effetti chi è piu' peccatore un sacerdote sporco che dice messa e confessa o un divorziato?
quando qualcuno mi spiegherà perché una donna debba essere maltrattata e trattata da serva da un "marito che ha detto si in Chiesa" e non possa scegliere di liberare se stessa ed i figli da un padrone che sicuramente Cristo non le ha imposto a vita ma la Chiesa si allora capirò perché non posso far parte della comunità cristiana... per ora mi vergogno di chi ne fa parte ed esprime giudizi senza sapere.
... non c'era scritto da qualche parte non giudicare?... ma forse ormai i cattolici guardano solo gli altri "nel peccato", per evitare profondi e dolorosi esami di coscienza... giustamente meglio le corna e far la comunione davanti a tutti che il divorzio! Meglio rubare con le raccomandazioni il posto ad un altro che ne ha diritto, meglio non pagare le tasse dovute, meglio far dispetti di ogni genere al vicino di casa forse perché è solo un pò più intelligente o ha una famiglia felice.....la comunione si può fare!
Lascio qui un mio commento che è esperienza personale. io sono un divorziato risposato, cattolico perchè battezzato, cristiano per scelta profonda. Volontariamente, anche se con la morte nel cuore, obbedisco a ciò che la Chiesa cattolica mi impone, vale a dire di non poter accedere ai sacramenti della riconciliazione e della comunione eucaristica, ma questo non inficia minimamente ne' la mia fede, ne' il mio essere cristiano nel mondo e nella società dove attualmente vivo. Questo, nel concreto, si traduce in un impegno fattivo presso la mia (e non solo) parrocchia e in una espressione limpida e coerente della mia fede, sia all'interno della mia famiglia che nel mondo del lavoro e del tempo libero.
Per questo, non mi sento oggetto di giudizio ne' tantomeno penso di poter giudicare altri che hanno la possibilità di esprimere la propria fede in modo pieno e coerente con i dettami della nosta Madre Chiesa.
Vi esorto ed esorto me stesso a rispettare il nuovo comandamento che Cristo ha voluto darci, il più difficile: l'amore per il nostro prossimo.
Auguro serenità e gioia a tutti.
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