Martedì 4 Gennaio 2000

Inchiesta / 1
La rivoluzione
elettronica che potrebbe migliorare la vita dei cittadini
File addio

Dal pagamento
tasse ai documenti, in Emilia è invece già una realtà

IL SUD INFORMATICO
Oliveto Citra,
la «Rete civica» che piace al Nord


FABIO JOUAKIM
Punti di accesso per ottenere certificati e siglare atti commerciali grazie alla firma digitale, seguire lo stato della propria pratica con un clic del mouse, farsi riconoscere con una carta d’identità elettronica, accedere a un archivio, prenotare una visita dal medico via modem. Ovvero una parte di ciò che, grazie a Internet, gli enti locali possono fare per alleviare il cittadino italiano dal castigo della burocrazia e avvicinarlo alle istituzioni, dandogli voce in capitolo. In regioni come Emilia-Romagna e Lombardia è già realtà: in Campania siamo ancora all’anno zero, e solo alcuni sforzi isolati rendono il panorama meno drammatico.
In Campania sono circa 1500 i siti che si occupano di località, ma i domìni (cioè gli indirizzi Web) dei comuni, i più «istituzionali», sono solo 146. Il resto sono vetrine turistico-commerciali. Dei 146, solo 62 hanno il nome del comune nel dominio e fanno capo a una vera organizzazione, mentre gli altri dipendono da iniziative di singoli e non sono una vera «interfaccia» tra istituzione e cittadini. Napoli, Salerno e Avellino sono più all’avanguardia: Benevento, ad esempio, ha in rete solo 4 domìni comunali su 78. La Regione ha un sito funzionale, tra le Province solo quelle di Napoli e Salerno hanno un sito Internet. Ma si è molto lontani, comunque, da una vera «rete civica», parola magica di cui si fregiano molti siti Web dal contenuto istituzionale.
Il modello irraggiungibile (per ora) è «Iperbole», la rete civica di Bologna, nata nel ’95. Da allora 25 milioni di contatti; sul sito 23mila pagine Web; 24mila persone che in un anno accedono dagli Urp a servizi come l’iscrizione dei figli alla scuola d’infanzia, il protocollo generale, il calcolo dell’Ici, il pagamento delle imposte comunali, le interrogazioni all’Inps. Un «luogo» dove il cittadino non trova solo orari di musei o links a leggi, ma ha a disposizione uno spazio interattivo, con forum, mailing-list, newsgroups locali, che creano un contatto diretto tra amministrazione e cittadini. Una direzione che in Campania, secondo gli esperti, per ora stanno seguendo solo le reti della Provincia di Napoli e del piccolo comune salernitano di Oliveto Citra (vedi servizio a parte).
Gennaro Zezza insegna Economia politica all’università di Napoli, ed è presidente dell'associazione Città Invisibile. Da anni si occupa dell’Osservatorio reti civiche di questa associazione, ed entro febbraio completerà il censimento sulle reti civiche italiane. «Il Sud è ancora molto indietro - dice - Il fenomeno qui è recentissimo, risale a due-tre mesi fa». Eppure sono molti gli incentivi comunitari per i Comuni che prevedono un adeguamento informatico. «Anche se - dice Zezza - non è facile sapere che fine fanno i fondi. Non ci sono ancora standard qualititativi ai quali attenersi».
La zavorra burocratica, di secoli di carte polverose, è dura da smaltire; ma, secondo Zezza, non c’è nemmeno troppa volontà di adeguarsi alla rivoluzione informatica voluta da Bassanini, in nome di trasparenza e alleggerimento burocratico. Un’accusa pesante. «Molti politici, molti amministratori - dice Zezza - si tirano indietro di fronte a questo processo. Troppa trasparenza è scomoda: se tramite la rete si può accedere all’iter completo di una pratica, come si può continuare a gestirla sottobanco?».
L’altro pesantissimo handicap è la scarsa alfabetizzazione: in pochi sanno usare Internet, o hanno convenienza a farlo. «Per ora è più utile il televideo - prosegue Zezza - Perchè Internet abbia una diffusione capillare ci vorrebbero corsi di formazione, e soprattutto il collegamento telefonico dovrebbe essere gratis». In pratica, postazioni dalle quali collegarsi, per accedere alle informazioni necessarie. Quella del «comune sotto casa» è la direzione seguita a Napoli, grazie alla rete della Lottomatica, e all’ambizioso progetto delle «piazze telematiche»: due edifici, a Scampia e al porto, dove si prevedeva di effettuare acquisti, assistere a spettacoli multimediali, chiedere certificati dalle postazioni Internet. Ma, per ora, il progetto si è arenato nelle pastoie delle destinazioni d’uso dei locali.

 
Martedì 4 Gennaio 2000

IL SUD INFORMATICO
Oliveto Citra,
la «Rete civica»
che piace al Nord

Il perfetto matrimonio tra Internet e istituzioni, unico nel suo genere in tutto il Sud, nasce in un piccolo «laboratorio» in provincia di Salerno. È grazie al suo sito Web che il comune di Oliveto Citra (http://www.comune.oliveto-citra.sa.it), quattromila abitanti nel cuore dell’Alto Sele, distrutto per il 75 per cento dal terremoto del 1980, ha ottenuto una ventata di celebrità. E ha anche sfatato molti luoghi comuni sul Mezzogiorno arretrato: la rete civica di Oliveto Citra è la quarta per qualità in Italia, secondo la classifica redatta dal Sole-24Ore, e aderisce al progetto Ancitel sulla formazione di una banca dati dei Comuni.
Merito di un’intuizione del sindaco Mino Pignata, unita all’estro telematico di un geometra comunale, Ulderico Iannece, e ai mezzi della Compact service, provider a un tiro di schioppo dalla casa comunale. Con in testa i modelli di Modena, Torino, Bologna, realtà naturalmente diverse per entità ma dalle quali si poteva trarre ispirazione, è nata una rete civica invidiabile, che raccoglie davvero le direttive della Bassanini: trasparenza e interattività.
Oltre ai «soliti» servizi informativi e ai numerosi link, la «porta aperta» sull’operato comunale è la possibilità di consultare le delibere di giunta. L’autocertificazione è già una realtà, grazie alla possibilità di stampare il modulo; notevole anche il collegamento allo sportello unico per le imprese, mentre in maniera complementare si inseriscono le schede sugli altri «patrimoni» dell’area, come il Patto territoriale del Sele-Tanagro. Fondamentale resta il forum, che dà voce ai cittadini. «Non lo nego - dice Pignata - la trasparenza è un rischio. Ma la partecipazione è libertà: e la rete civica è sicuramente un modo per partecipare di più alla vita del paese, per scavalcare apatia o prese di posizione pregiudiziali». Un rischio che però ha portato riscontri molto positivi, «Recentemente - continua Pignata - ci siamo gemellati con il comune di Ozzano dell’Emilia: 10mila abitanti e mille, dico mille, imprese. Un modello, per chi come noi è alle prese con il dramma della disoccupazione. Ci avevano conosciuto visitando il nostro sito Internet».
L’e-mail in regalo
Con l’atto ufficiale di costituzione della rete civica, che verrà tra meno di un mese, partiranno anche due postazioni pubbliche, disposte in via sperimentale al Comune e in biblioteca comunale. dalle quali si potrà accedere alla rete civica. Ma la novità più intrigante è il «regalo» di una e-mail a ogni capofamiglia di Oliveto Citra. «Così, oltre a interagire con ogni cittadino - spiega Iannece - potremo soddisfare le richieste di documenti che non rientrano nell’autocertificazione, e spedirli a domicilio». Il passo decisivo, quello che davvero potrebbe alleggerire i cittadini dai lacci della burocrazia, è quello della firma digitale: ma per ora resta un sogno. «È il nostro obiettivo - chiude Iannece - ma è un passo molto complicato. In fondo siamo sempre un paese di quattromila abitanti».
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