La Sede Museale: Il
Castello di Oliveto Citra
Il
Castello di Oliveto Citra, rimaneggiato a causa del terremoto del 1980, riveste un significato rilevante, sia per il
valore architettonico del “sito”, che per il valore estetico del luogo: sorge
infatti al centro dell’abitato, in una posizione che domina la valle
sottostante. E’ perciò molto stretto il rapporto che lega il castello alla
tradizione storico-culturale ed urbanistica di Oliveto: anche se privo di
edifici di particolare valore architettonico, interessante è il tessuto viario e
il sistema degli spazi - con presenza umana e sociale - che si crea nel centro
del paese, snodandosi proprio dal Castello.
Le sue
prime strutture risalgono all'epoca normanna, quando, intorno alla metà del 1100, Guglielmo de Touille aveva in feudo il
territorio di Oliveto; è ipotizzabile che intorno alla fortificazione, iniziò a
sorgere un nuovo nucleo abitato, conseguenza di quel fenomeno meglio conosciuto
come incastellamento, molto frequente nel meridione d’Italia e legato a ovvie
funzioni di difesa. In piena epoca rinascimentale il castello, pur mantenendo
le antiche basi, fu ripristinato con un altro tipo di elevato, consono alle
esigenze della fortificazione della nuova architettura baronale: infatti nel
castello vennero ad abitare i feudatari che dalla metà del 1500 alla fine del 1700 tennero Oliveto. Dal 1550 circa ai primi del ‘600 vi furono i Blanch; passò poi
al marchese Marcantonio Cioffi di Salerno e, nella seconda metà del ’700, per ramo di parentela, ai
Macedonia, marchesi di Reggiano; il Castello oggi è denominato “Guerritore”, da
Andrea Guerritore, patrizio di Ravello e ultimo signore di Oliveto. E’ dunque
nel periodo baronale che il Castello fu ricostruito, con successivi e periodici
adeguamenti, dovuti a mutati gusti o esigenze. Quanto oggi rimane, comunque
di particolare fascino, rappresenta ancora la sintesi della storia di Oliveto
Citra: sono visibili le scuderie tipiche, le mura che agli angoli si ingrossano
per la presenza delle antiche torri, e alcune finestre con caratteri stilistici
seicenteschi, o almeno tardo rinascimentali.
Oltre
agli ambienti già recuperati per l’allestimento museale, lavori di risanamento e
ristrutturazione stanno riqualificando altri spazi; il Castello di Oliveto Citra
potrà, quindi, rivitalizzarsi e divenire luogo di numerose attività culturali,
incontro tra presente e passato, ricollocandosi, in tal modo, di nuovo al centro
della vita cittadina.
dott. Antonio Lullo
Curriculum
